Al via i saldi estivi

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Al via i saldi estivi

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 100 euro pro capite, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

Saldi estivi ai nastri di partenza: Campania, Sicilia e Basilicata le prime a partire e da sabato 6 luglio lo shopping scontato sarà possibile anche nelle restanti Regioni. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 100 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

 

Valore dei saldi estivi per l’abbigliamento e le calzature – 2019

Valore dei saldi estivi (miliardi di euro)

3,5

Numero famiglie italiane (milioni)

26,0

Numero famiglie che acquista in saldo (milioni)

15,6

Acquisto medio a famiglia per saldi estivi (euro)

224

Numero medio dei componenti di una famiglia

2,3

Acquisto medio per persona (euro)

97

Fonte: elaborazione Ufficio Studi Confcommercio

 

Secondo il Presidente di Federazione Moda Italia/Confcommercio, Renato Borghi “Le vendite di primavera sono letteralmente saltate, creando una condizione di disastro economico per le imprese e sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda. I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. L’auspicio è, quindi, che almeno in questi saldi riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un’effervescenza dei consumi anche se i nostri commercianti possono solo sperare di ‘fare cassa’, ma non certo di recuperare una stagione mai partita”. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:

 

1Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

 

2Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

 

3Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

 

4Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

 

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

 

 

 

2019-07-01T09:31:30+00:00 1 luglio 2019|Categories: News|

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