Con il decreto 104/2022 c.d. “Decreto Trasparenza” approvato dal consiglio dei ministri il 22/06/2022, il nostro Paese ha dato attuazione alla direttiva UE 2019/1152 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea.

Con il decreto, che entra in vigore dal 13/08/2022, si è ampliato notevolmente l’elenco delle informazioni obbligatorie che il datore deve fornire al lavoratore per iscritto, in formato cartaceo o elettronico, all’atto dell’assunzione prima che inizi l’esecuzione della prestazione e, comunque, entro i 7 giorni successivi (salvo il maggiore termine di un mese per alcuni dati).

Il provvedimento si applica:

A tutti i contratti di lavoro subordinato (determinato/indeterminato, part-time/full-time, intermittente e in somministrazione), anche già in essere, e, per quanto compatibili, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle prestazioni occasionali.

Il provvedimento NON si applica:

A lavoratori autonomi, agenti e coloro che abbiano rapporti di durata molto breve (pari o inferiore a una media di 3 ore settimanali in 4 settimane consecutive).

Per i rapporti già in essere è previsto, che il datore provveda all’aggiornamento su richiesta scritta del lavoratore entro 60 giorni dalla stessa. In ogni caso, la prova dell’avvenuta trasmissione o ricezione delle informazioni deve essere conservata per 5 anni dalla cessazione del rapporto.

Entrata in vigore delle disposizioni:

Le disposizioni introdotte dal decreto entrano in vigore dal 13 agosto 2022 e si applicano a tutti i rapporti di lavoro già instaurati dalla data del 01 agosto 2022 e il datore di lavoro o il committente, su richiesta scritta del lavoratore già assunto a tale data è tenuto a fornire, aggiornare e integrare entro 60 giorni le informazioni sul rapporto di lavoro previste dall’art 4 del nuovo decreto.

Le principali novità:

Oltre ai dati tipici del rapporto per i quali è già prevista la comunicazione dal d.lgs. 152/1997 (tipologia contrattuale, l’identità del datore, il luogo di lavoro, la data di inizio e fine, il periodo di prova, l’inquadramento del lavoratore, l’orario di lavoro), il datore di lavoro dovrà comunicare:

  • La formazione destinata al lavoratore,
  • La durata delle ferie e dei congedi retribuiti,
  • La procedura e i termini di preavviso in caso di recesso di ambo le parti,
  • Le condizioni per modificare i turni di lavoro (in presenza di orari prevedibili) e gli istituti previdenziali e assicurativi cui sono versati i contributi.

Successive variazioni delle informazioni su indicate, devono essere rese note al lavoratore entro il primo giorno di decorrenza della modifica, salvo che non si tratti di rettifiche legislative o derivanti dalla contrattazione collettiva.

Divieti per le imprese:

Il decreto dispone l’espresso divieto per le imprese di licenziare, discriminare e sanzionare i lavoratori che esercitino i diritti previsti dal Decreto che, qualora vittime di comportamenti ritorsivi, possono ricorrere, oltre che alla all’ordinaria tutela giudiziaria, anche a strumenti più rapidi (quali la conciliazione e l’arbitrato) e sporgere denuncia all’INL, con il rischio per i datori di un ulteriore ammenda.

Le sanzioni in caso di omesso, ritardato o l’incompleto adempimento degli obblighi informativi comporta:

Sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore interessato.

Ulteriori obblighi informativi sono previsti per i seguenti rapporti di lavoro:

Rapporti per i quali il datore utilizzi sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati:

Nuovi obblighi informativi – da fornire sia ai prestatori che alle RSA (o ai sindacati territoriali) – qualora il datore utilizzi sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati tesi a rilevare dati utili per l’assunzione, la gestione e la cessazione del rapporto nonché relativi alla sorveglianza, alla valutazione e all’adempimento della prestazione. In tali casi – fermo restando il rispetto della disciplina dei controlli a distanza e della privacy – il datore deve, tra l’altro, chiarire gli scopi e le finalità dei sistemi, le loro modalità di funzionamento e il relativo livello di sicurezza.

È previsto, infine, per il lavoratore il diritto di accedere, direttamente o per il tramite dei sindacati, ai dati e di richiedere ulteriori approfondimenti sugli obblighi d’informazione elencati.

La violazione delle citate prescrizioni è punita con la sanzione pecuniaria: da 100 a 750 euro, per ciascun mese di riferimento, qualora attenga agli obblighi informativi nei confronti dei lavoratori (aumentata in ragione del numero dei lavoratori interessati); da 400 a 1.500 euro qualora riguardi i sindacati.

Rapporti resi all’estero:

Sono stato incrementati anche gli obblighi nel caso di distacco o missione (per un periodo superiore a 4 settimane consecutive) all’estero: il datore deve comunicare quali sono le modifiche alle informazioni già fornite, il paese di destinazione, la retribuzione e la relativa valuta, le condizioni per il rimpatrio (ove previsto) nonché l’indirizzo del sito internet istituzionale dello Stato membro ospitante in cui sono pubblicate le informazioni sul distacco.

Rapporti in cui la prestazione non sia prevedibile:

Sono previste tutele anche per i rapporti in cui il lavoro si svolga secondo modalità organizzative (in tutto o in gran parte) imprevedibili per i quali è sancito l’obbligo datoriale di informare il prestatore circa: la variabilità della programmazione del lavoro, con indicazione delle ore minime retribuite garantite; i giorni e le ore in cui è tenuto a lavorare; il preavviso a lui spettante prima dell’inizio della prestazione e il termine entro cui l’incarico può essere annullato.

Il lavoratore può rifiutarsi di eseguire l’attività se il datore la richieda in giorni e ore diverse da quelle programmate o se violi l’obbligo di preavviso, senza subire alcuna conseguenza neppure disciplinare.

Infine, in caso di revoca di un incarico programmato senza un ragionevole preavviso, il lavoratore ha diritto alla retribuzione stabilita nel contratto collettivo se applicabile o, in mancanza, a un importo non inferiore al 50% di quanto convenuto per la prestazione annullata.

Per ulteriori informazioni, si rimanda al testo del decreto

Vi consigliamo di dialogare fin da subito con i vostri consulenti del lavoro per adempiere ai nuovi obblighi in tempo utile.

Per i settori distribuzione e servizi, è disponibile a richiesta presso i nostri uffici un modello (“format informativo”) da fornire ai lavoratori.