Lunedì 16 gennaio, Confcommercio Lazio ha incontrato i principali candidati alla guida della Regione Lazio: Francesco Rocca (centrodestra), Alessio D’Amato (PD+Terzo Polo) e Donatella Bianchi (M5S).

I presidenti delle organizzazioni territoriali Lazio Nord, Leonardo Tosti, Lazio Sud, Giovanni Acampora, e Roma, Pier Andrea Chevallard (nella foto insieme, con il candidato Francesco Rocca) hanno avuto un proficuo dibattito con i candidati, che hanno presentato i loro programmi elettorali e risposto alle domande dei rappresentanti locali delle federazioni di Confcommercio presenti che sono intervenuti.

Con l’occasione dell’incontro, avvenuto a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio, è stato inoltre consegnato ai candidati un documento programmatico contenente le proposte di Confcommercio Lazio, dal titolo “Una Regione a misura d’Imprese”. “Un documento le cui proposte sono frutto di un confronto quotidiano con quanti concorrono a produrre la ricchezza della nostra Regione e che vuole essere un contributo fattivo, con l’auspicio che, porle all’attenzione di chi intende governare il Lazio voglia recepirle e considerarle tra le priorità da affrontare. Priorità sulle quali è necessario agire, al fine di definire una strategia di medio periodo che intercetti le traiettorie di sviluppo e le opportunità di cambiamento che possono fare della nostra Regione un luogo di modernità economica e sociale” – Si legge nell’incipit del Documento. 

Le proposte descritte nel documento spaziano su più tematiche. Tra queste, le Infrastrutture la cui carenza rimane un nodo irrisolto che incide negativamente sulla competitività e sulla capacità di attrarre investimenti; il Commercio e le reti di impresa: tante piccole attività, che garantiscono non solo un valore economico e sociale importante ma anche il presidio dei centri urbani, e che devono avere l’occasione di crescere, attraverso lo sviluppo dei distretti e delle reti di impresa, su cui occorre avere una visione più ampia e riconoscibile in termini di benefici diretti per le imprese; la Sicurezza e il contrasto all’illegalità che in ogni sua forma rappresenta un limite alla crescita e allo sviluppo di un territorio e su cui occorre intervenire, potenziando gli strumenti sanzionatori e attraverso un coordinamento regionale dei soggetti deputati al contrasto dei fenomeni di contraffazione, abusivismo e concorrenza sleale. E ancora, la Formazione qualificata e il ruolo dei CAT, che offrono un importante servizio di assistenza alle imprese con una presenza capillare sul territorio e che garantiscono livelli di formazione di qualità, rappresentano una sponda su cui la Regione deve credere con maggiore convinzione; le nuove competenze per il lavoro e il programma GOL, i cui obiettivi fissati in sede regionale per essere raggiunti richiedono la messa a sistema dell’intera filiera composta da soggetti pubblici (Regione, Centri per l’Impiego, Università, Istituti scolastici), privati (Società di intermediazione, Enti di formazione, ITS, IFTS, ecc.) e rappresentanze datoriali e sindacali, per finanziare una formazione che crei occupazione; l’Economia del mare, che oggi sta trovando una centralità nel dibattito politico nazionale e anche nel Lazio e su cui dobbiamo lavorare insieme per sostenere le imprese verso un’economia blu sostenibile, avvicinandole al mondo dell’innovazione; l’Economia della Montagna e dei laghi su cui occorre una grande attenzione per contrastare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne; il Turismo: un settore in profonda trasformazione, che nella governance dei vari asset (patrimonio artistico-culturale, ricchezze naturali) ha grandi potenzialità di sviluppo a patto che la programmazione sia condivisa con i Corpi intermedi e con gli Enti locali; un settore in attesa che si completi l’iter normativo in attuazione delle recenti modifiche alla legge regionale e per il quale auspichiamo che per il prossimo Giubileo si prevedano regole semplificate per snellire l’organizzazione dell’evento. Centrali interventi anche sulla Sanità che ha urgenza di istituire un tavolo permanente nel settore delle forniture ospedaliere per affrontare le diseconomie esterne (tra le quali l’urgente eliminazione del payback e l’adeguamento dei corrispettivi all’aumento insostenibile dei costi). E, non ultima, la Cultura: le PMI dei settori artistici (cinema, teatro, spettacolo) hanno pagato in misura maggiore gli effetti della pandemia e le fragilità di questo comparto sono amplificate da un rapporto tra settore pubblico e privato che deve trovare nuovi equilibri.