Trend della domanda alberghiera: l’albergo sostenibile

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Trend della domanda alberghiera: l’albergo sostenibile

La tutela dell’ambiente è un tema vivo

La tutela dell’ambiente e l’urgenza di intraprendere veri e autentici cambiamenti di comportamento nella gestione del sistema economico sono al centro dell’attenzione mediatica, anche grazie all’azione specifica della ‘gente comune’ e dei suoi rappresentanti mediatici, come Greta Thunberg, che è diventata la paladina della Generazione Z, quella che più di tutte dovrà gestire le conseguenze del cambiamento climatico.

Il problema ambientale è diventato vividamente angosciante con la condivisione delle aspettative dell’innalzamento dei mari e dell’aumento della temperatura attesa nei prossimi 30 anni. La tutela dell’ambiente è diventata, quindi, una priorità nei valori delle persone in generale, e delle nuove generazioni in modo particolare, e tantissimi brand anche nel largo consumo e nei servizi stanno sviluppando velocemente opzioni innovative che tengono conto di questo bisogno: nascono prodotti, insegne e marche che fanno qualcosa per consentire ai clienti scelte ambientaliste. E questo riguarda anche i servizi alberghieri, e già negli scorsi anni abbiamo visto interessanti sviluppi nella progettazione, nella gestione e nella comunicazione di questi valori.

Millennials preferiscono le aziende che fanno attività green

Un tratto caratterizzante i Millennial consumers è la loro volontà di cambiare il mondo in meglio, partendo dai loro comportamenti individuali. Questa è la generazione del crowdfunding, di Aavaz, dei flash mob, delle donazioni via sms, delle piccole quotidiane scelte green. Il 77% del target dichiara di essere coinvolto in progetti ambientali e altre cause sociali, e di comportarsi di conseguenza (PGAV Destination Survey, 2014).

Una ricerca globale della Nielsen del 2015 ha rivelato che 72% dei Millennials sono disponibili a pagare un po’ di più per prodotti e servizi che si preoccupino di salvaguardare l’ambiente. Sarà quindi importante, per attrarre questi turisti, essere coinvolti e soprattutto comunicare progetti di risparmio energetico o altre cause che possano essere interessanti per il target, che siano globali o locali. Più saprete coinvolgere in modo diretto i clienti, più il messaggio andrà in profondità e creerà soddisfazione e condivisione.

Nella lobby o nella zona bar dell’albergo possono essere allestiti materiali di comunicazione appositi che spieghino le fonti energetiche che avete scelto (ad esempio fornitori di energia pulita) o le politiche di risparmio energetico adottate o le scelte fatte per ridurre l’inquinamento generato dall’attività alberghiera, come utilizzo di materie riciclabili, o detergenti provenienti da fonti sostenibili e così via. Il cavalierino nel bagno con scritto “aiutateci a fare meno bucati, risparmiamo acqua” non è più sufficiente, occorre mostrare la propria partecipazione ad attività sistematiche sul territorio o il proprio sostegno ad organizzazioni mondiali conosciute.

Il greenwashing non funziona

Il cosiddetto ‘greenwashing’ non funziona con questo target: non basta solamente parlare in generale di politiche green o mostrare qualche certificato o bollino sul sito (per quanto sia molto importante farlo), le azioni green dell’albergo devono essere quanto più visibili, concrete, anche piccole, ma reali. I Millennials detestano le marche e le insegne non autentiche, non sincere, in una parola fake. Preferiscono, inoltre, vedere i numeri raggiunti dalle attività, per dare un senso di verità alla comunicazione che leggono. Sul sito andranno riportati i successi raggiunti, in termini concreti, le iniziative, il processo energetico nel dettaglio, cosa possono fare i clienti stessi per contribuire alla riuscita del programma ambientale dell’albergo.

Esemplare il sito di Best Western Italia, catena che ha mappato la sostenibilità di tutti i suoi alberghi e li ha caratterizzati in termini di migliore impatto ambientale (invece di utilizzare le stelline, si utilizzando delle foglioline, per cui l’albergo più green avrà 5 foglioline, quello meno green ne avrà una sola) , fondando il programma ‘Stay for the Planet’. Si offre quindi la possibilità al consumatore di scegliere e prenotare l’albergo Best Western in base al suo ranking ambientale. Trasparenza delle informazioni, maggiore consapevolezza nella scelta, ecco l’approccio ideale per fidelizzare la generazione Y.

La sostenibilità paga! Occhio alle bottigliette di plastica!

Essere più sostenibili, nel medio termine, è senz’altro fonte di risparmio di costi, per cui una ristrutturazione nel senso di un minore impatto ambientale e minori consumi energetici è sicuramente una strategia che a medio termine porta maggiori fatturati a costi minori. Non si parla solamente di minore impatto energetico, ma anche di altre attività, che spesso hanno più visibilità e attraggono di più la condivisione sui social network.

Un esempio è quello dell’Hotel San Francisco Union Square, in California, che ha istallato nell’albergo delle hydration stations (come quelle che erano presenti all’Expo 2016 a Milano): fontane da cui i clienti possono prendere a prestito delle bottiglie di alluminio con il logo dell’albergo e servirsi dell’acqua liberamente. Alla fine del soggiorno, le bottiglie possono essere acquistate ad un prezzo modico.

Inoltre, l’albergo rende visibile ai clienti sul proprio sito il suo bilancio di sostenibilità, anno dopo anno, mostrando le cifre raggiunte dalle attività di riciclo, dei minori utilizzi di acqua e di energia e gli altri risultati a tutela dell’ambiente; precisano anche che il 90% dei dipendenti raggiunge l’albergo con i mezzi pubblici.

Molti alberghi hanno anche oramai eliminato le piccole bottigliette di plastica di shampoo e bagnoschiuma, per mettere a parete dei dosatori molto più efficaci dal punto di vista del risparmio di plastica: spesso questi dosatori sono forniti da marche di prodotti per l’igiene personale, che combinano quindi l’esigenza dell’albergo con l’opportunità di far provare i loro prodotti ad un target selezionato di possibili consumatori.

Realizzare un territorio sostenibile

Una gestione sostenibile e rispettosa dal punto di vista ecologico deve attuare la promozione del territorio e dei suoi beni  naturalistici e culturali, ad esempio a partire dalla ristorazione alberghiera, con lo sviluppo di menù che valorizzino l’enogastronomia (preferibilmente biologica), la cucina e gli ingredienti tipici del luogo. Oppure la creazione di proposte di itinerari turistici di esplorazione ad hoc, a stretto contatto con il paesaggio circostante, per esperienze memorabili a chilo- metro zero o quasi. Attenzione che su questi argomenti anche le attività extra-alberghiere sono molto propositive, questo è un servizio su cui puntano moltissimo.

Infine, la capacità da parte degli stessi operatori alberghieri di coinvolgere i turisti nella sostenibilità e nel rispetto dell’ambiente, favorendone comportamenti corretti per l’ottenimento dei risultati di sostenibilità attesi.

Un esempio interessante è quello del Winnock Hotel (Loch Lomond, Scozia), che offre ‘packages’ sviluppati in collaborazione con altre strutture ricettive o di ristorazione della regione, che sono sempre parte dello stesso gruppo Green Tourism. Questi pacchetti realizzano il 70% dei fatturati dell’albergo, che si è così salvato da una fase recessiva, puntando sulla produzione di un maggiore valore, invece che sui minori prezzi. Il turismo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio naturale, insieme ad un tessuto di partnership fra operatori della stessa zona ha salvato questo albergo e ne ha fatto un caso di business di eccellenza della green hotellerie.

L’albergo diffuso riduce l’impatto ambientale

Per illustrare le tante possibilità di investire in sostenibilità quando si opera nell’ospitalità, è necessario fare un cenno anche ad un recente sviluppo, particolarmente importante per il nostro Paese: l’albergo diffuso. L’albergo diffuso è una struttura ricettiva caratterizzata da uno stabile principale e una serie di unità abitative dislocate all’interno di un centro abitato e rappresenta una forma di ricettività fortemente legata a territorio e tradizioni locali, che risponde a una domanda turistica attenta alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

Questo modello tende a preferire centri storici, borghi rurali e montani. Di solito, risponde all’esigenza di fornire servizi alberghieri nei comuni classificati come montani, collinari o marinari dove risulterebbe difficoltoso costruire da zero una struttura alberghiera classica senza un alto impatto ambientale: una nuova costruzione in un contesto paesaggistico delicato e di particolare pregio naturalistico e ambientale potrebbe comportare un impatto negativo sull’ambiente e sull’ambito paesaggistico in cui va ad inserirsi, difficilmente mitigabile. Ecco perché in tali ambiti si preferisce operare con interventi di ristrutturazione e modesto ampliamento di costruzioni e strutture preesistenti, valorizzando i nuclei di antica formazione o gli insediamenti rurali e montani, strutture distintive del territorio che divengono le principali attrazioni.

In conclusione, l’esigenza di adottare comportamenti sostenibili non è esclusiva del target dei Millennials, è più un’attitudine, un lifestyle, comune quindi a più target: certamente gli alberghi che hanno location strettamente legate alla bellezza dell’ambiente possono sfruttare meglio la particolarità dei luoghi e la partnership con altre attività locali per proporre pacchetti ed esperienze autentiche e sostenibili. Questo anche quando le strutture alberghiere non sono tradizionali (come palazzi, ad esempio), ma sono interi borghi da riqualificare.

Alcuni esempi di EcoHotel

Negli ultimi anni si stanno moltiplicando i cosiddetti Eco-Hotel: un fenomeno così in rapida crescita da indurre la piattaforma Tripadvisor a ideare il distintivo Eco Leader: si tratta anche qui di una fogliolina verde (con vari livelli di eccellenza, a seconda del grado di eco-sostenibilità) che campeggia sulle schede degli hotel che rispondono a determinati requisiti e seguono le prassi corrette. Booking ancora non offre un filtro che consenta di selezionare solamente strutture sulla base di quanto sono green.

Ma dove si trovano i green hotel che stanno guidando questa rivoluzione? La montagna o gli spazi rurali, per ovvie ragioni sono le location di riferimento, quelle più interessate a parlare della pulizia dell’ambiente e della purezza dell’aria; ma non mancano delle piacevoli sorprese nei grandi centri urbani.

Qualche esempio? Il Lefay Resort & Spa di Gargnano (Brescia), una struttura lusso sul lago di Garda, fra le prime a realizzare un’accoglienza basata sull’ecologia, partendo dalla struttura stessa, costruita secondo i dettami della bio-architettura, integrata perfettamente con i colori naturali dell’ambiente circostante: l’albergo infatti è semi-trasparente, per utilizzare il più possibile la luce naturale, e le parti strutturali in muratura sono ricoperte di vegetazione, in modo che si mimetizzino il più possibile con i boschi della zona. L’albergo ha una sua centrale autonoma che produce elettricità da fonti rinnovabili (panelli fotovoltaici, biomasse, cogenerazione) e ha un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Il ristorante produce menù a km zero e persino il personale dell’albergo è del posto, in modo che l’azienda abbia un impatto positivo anche sulla comunità in cui risiede. L’albergo è uno dei più green al mondo, tanto da aver meritato il prestigioso certificato Green Globe.

Alberghi sostenibili in città

La sorpresa è trovare degli esempi di applicazione di questa filosofia green anche in alberghi posizionati in città grandi e popolose, come Milano, alberghi che si propongono di arrivare a realizzare emissioni di CO2 zero. Questa rivelazione ci fa capire che c’è una sincera opportunità di business dietro la creazione di servizi alberghieri green, e che molti imprenditori alberghieri lo hanno capito da un po’: prendiamo ad esempio il Milano Scala, un boutique hotel a emissioni zero (il primo della città, fin dal 2010) realizzato in un palazzo storico dell’800 che è uno spot all’eco-sostenibilità: illuminazione a Led, prodotti da bagno bio-degradabili, un’auto elettrica al servizio dei clienti e un orto urbano sul tetto dell’edificio – con vista sul Duomo – con fiori, frutta, verdure e erbe aromatiche.

Per concludere, anche gli alberghi ‘di città’ possono attrarre più turisti o fidelizzarli attraverso comportamenti gestionali ed operativi green e fidelizzare così la clientela su elementi più valoriali che di mera convenienza economica. Inoltre, la sostenibilità è un ottimo investimento sui costi di gestione, se ben studiata ed eseguita, ed è quindi consigliabile in ogni caso, a prescindere dal suo sfruttamento promozionale con la clientela.

Approfondimento Collana Le Bussole dicembre 2019

2020-01-08T12:58:27+00:00 8 gennaio 2020|Categories: News|

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