Tuscia altalenante: opportunità di crescita se si investe sull’offerta ricettiva

//Tuscia altalenante: opportunità di crescita se si investe sull’offerta ricettiva

Tuscia altalenante: opportunità di crescita se si investe sull’offerta ricettiva

E’ stato presentato presso la Camera di Commercio di Viterbo il rapporto sull’economia della Tuscia viterbese.

Il Rapporto economico provinciale contiene la sintesi dei tradizionali dati di carattere statistico-economico di fonte camerale e una serie di indicatori utili per approfondire l’analisi della situazione economica ed imprenditoriale della provincia di Viterbo.

Il Pil, cresciuto in Italia per una parte dovuto all’incremento dell’export e per una parte dalla domanda interna ha uno scenario diverso nella Tuscia dove la domanda estera ha risentito di una variazione delle esportazioni in negativo (-3.4%) e delle importazioni (-7.4%).

Una dinamica positiva invece la troviamo nel numero delle imprese dove il tasso di crescita è pari al 1.1%, superiore a quello della media italiana (+0.75%).

Il mercato del lavoro registra un tasso di disoccupazione che si attesta al 13% superiore a quello della media nazionale (11.2%).

Il mercato del credito segna un andamento piuttosto favorevole, con una importante diminuzione delle sofferenze bancarie (-21.2%).

La minore capacità del sistema produttivo provinciale di produrre ricchezza, con un valore aggiunto pro-capite di molto inferiore alla media nazionale (18.89 mila a Viterbo e 25.5mila in Italia) è imputabile al ritardo dell’economia della provincia di Viterbo.

Tuttavia l’economia provinciale presenta alcune opportunità di crescita e di riposizionamento. Nel primario le produzioni di qualità della filiera agro-alimentare settore che sta dando buoni frutti anche sul fronte dell’apertura di nuovi mercati; la crescente vocazione turistica in grado di intercettare una sempre più interessante domanda di turismo naturalistico, del benessere, del patrimonio storico e culturale e dell’offerta enogastronomica.

Segnali importanti di ripresa, con segni dell’export incoraggianti è il comparto dell’industria ceramica prevalentemente concentrata nel Distretto di Civita Castellana che guarda con fiducia ai mercati internazionali.

Dal commercio arrivano ancora pochi segnali la ripresa, infatti, in questo settore è molto lenta.

Le imprese registrate nel viterbese ammontano a 37.826 unità, a fronte di 650.755 registrate nel Lazio e 6.090.481 registrate in Italia.

Quelle attive sono 33.127, con un saldo tra iscrizioni e cancellazioni pari a + 395 imprese nel 2017.

La distribuzione percentuale delle imprese registrate tra i diversi settori economici evidenzia che il settore più rappresentativo è quello dell’agricoltura (12mila), del commercio (8.129) e delle costruzioni (4.909). Il manifatturiero conta 2.104 imprese mentre quelle per i servizi di alloggio e ristorazione ammontano a 2.335.

Un significativo mutamento è avvenuto per quanto riguarda l’orientamento nella costituzione o trasformazione in società di forma giuridica più strutturata, come le società di capitali rispetto alle più semplici imprese individuali o società di persone.

Particolarmente interessanti risultano i dati relativi all’imprenditoria femminile: sono 10.430 (27,7%) le imprese iscritte alla Camera di Commercio al 31/12/2017, un dato ampiamente superiore rispetto a quello del regionale (22%) e nazionale (21,9%), con un aumento, nell’ultimo anno pari all’1,3%.

La componente dei giovani imprenditori è senz’altro anche essa importante e spesso innovativa. In totale nella provincia di Viterbo le imprese giovanili registrate sono 3615, pari al 9,6% del sistema imprenditoriale provinciale, in linea con la media regionale (9,5%) e nazionale (9,7%).

Una considerevole spinta alla crescita imprenditoriale del territorio viterbese sembra quella che deriva dallo sviluppo delle reti d’impresa. In provincia sono 1.292 le imprese coinvolte in 53 contratti di rete concentrati soprattutto nel settore dei servizi 54%, nel commercio 13%, nel settore industria l’11% e il 9% nei settori agricoltura e turismo.

Un andamento altalenante, in sintesi, quello della Tuscia nel corso del 2017, con un sistema economico per alcuni aspetti simile al modello italiano, ma con molte particolarità, più simile ad alcune zone del meridione.

L’elevata concentrazione di attività tradizionali, meno capaci di produrre valore aggiunto rispetto ai comparti più innovativi, ma soprattutto l’elevata frammentazione del sistema imprenditoriale è la componente chi più di tutti frena sia gli investimenti, la capacità innovativa e il livello di internazionalizzazione.

 

 

 

2018-07-18T10:07:56+00:00 18 luglio 2018|Categories: News|

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online e per attivare tutte le funzionalità del sito. Cliccando su "Accetto" aderisci alla la nostra politica sui cookie.

Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookie. Abilita o disabilita i cookie del sito dal pannello sottostante. Alcuni cookie non possono essere disabilitati perché necessari al funzionamento del sito stesso.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Per il corretto funzionamento del sito è necessario salvare questi cookie sul browser.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec
  • SERVERID31394
  • fusionredux_current_tab
  • redux_current_tab

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi