“Tutto quello che sto per dirvi è falso” – Educazione all’acquisto legale

//“Tutto quello che sto per dirvi è falso” – Educazione all’acquisto legale

“Tutto quello che sto per dirvi è falso” – Educazione all’acquisto legale

da Tusciaweb

Viterbo – “La criminalità e la contraffazione sono un costo per le aziende sane”. Questo il messaggio che Confcommercio ha voluto divulgare ieri mattina con il progetto Educazione all’acquisto legale-fermiamo la contraffazione, presentato al Teatro Caffeina. Un’iniziativa che Confcommercio promuove a livello nazionale da circa due anni. Viterbo è stata la sua 17esima tappa e per l’occasione sono stati coinvolti i ragazzi dell’Istituto Francesco Orioli di Viterbo.

Una mattinata dedicata ai ragazzi per cercare di trasmettere l’importanza della legalità partendo dal presupposto che proprio loro sono il futuro, i cittadini e gli imprenditori del domani. Parte integrante del progetto Tutto quello che sto per dirvi è falso, spettacolo teatrale in cui l’attrice Tiziana Di Masi, basandosi su un’inchiesta del giornalista Andrea Guolo sul mondo delle scarpe contraffatte, ha coinvolto i presenti  invitandoli a ragionare della differenza tra vero e falso, legale e illegale.

A moderare l’incontro il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Presenti Anna Lapini, componente di giunta Confcommercio-Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, Leonardo Tosti, presidente Confcommercio Lazio Nord, il maggiore Rita Patara della polizia municipale, responsabile controlli del commercio, il capitano Raffaele Rebechini della guardia di finanza, il tenente Maurizio Iannaccone dei carabinieri, Francesco Monzillo, direttore camera di commercio di Viterbo e l’assessore alle attività produttive di Viterbo Alessia Mancini. 

A fare i saluti iniziali Anna Lapini che ha ringraziato in particolare Leonardo Tosti, per aver voluto portare il progetto a Viterbo, gli studenti e i docenti presenti in sala. Lapini ha spiegato il perché Confcommercio abbia deciso di promuovere un progetto per la legalità e la contraffazione.

“Siamo fermamente convinti che diffondere il valore di principi, come l’onestà, significhi costruire quel mondo ideale al quale ci piace pensare. Ma perché Confcommercio, un’organizzazione di categoria che rappresenta in Italia oltre 700mila imprese del commercio, del turismo e dei servizi si occupa di legalità e sicurezza? – ha chiesto Anna Lapini per poi aggiungere – Perché la criminalità e un costo per le aziende sane e oneste”.

Lapini ha poi diffuso qualche dato.

“Dalle nostre stime è emerso che la criminalità ha sottratto oltre 29 miliardi di euro ai negozi e i pubblici esercizi, una cifra che è cresciuta del 2,7% rispetto al 2017 – ha spiegato -. Mettendo a rischio 260mila posti di lavoro regolari. La criminalità aggredisce le imprese e l’omertà alimenta questo circuito di illegalità dal quale si può e si deve uscire”.

Come spiegare ai ragazzi la differenza tra legale e illegale? Come aiutarli a prendere coscienza e consapevolezza del fenomeno della criminalità? Attraverso uno spettacolo.

“Questo spettacolo, e questo progetto, è dedicato proprio a voi, ragazzi, che sarete i cittadini e gli imprenditori di domani – ha chiarito Lapini –. Uno spettacolo che, insieme a Daniela Floridia, la responsabile dell’ufficio per la legalità e la sicurezza di Confcommercio – ci sta portando da due anni in giro per l’Italia. In questo modo parlare ai ragazzi perché il linguaggio teatrale è più immediato, fisico e simbolico al tempo stesso. E’ fisico, perché voi ragazzi siete qui, e qui ci sono gli oggetti e le cose di cui parliamo”. 

Sul palco l’attrice Tiziana Di Masi con il suo teatro civile. A metà tra il racconto e l’interazione. Coinvolti in prima persona i ragazzi presenti in sala. Qualcuno è invitato a salire sul palco. Sketch, quiz e riflessioni per capire insieme. “Mi sai dire qual è l’olio più buono?”, chiede l’attrice a due studenti. Perché per comprendere la contraffazione bisogna partire dalla pratica. Ed è così che in una delle scene più significative dello spettacolo l’artista invita ad assaggiare due tipi di olio e a indovinare quale è contraffatto. E ancora: “Sapresti riconoscere una scarpa made in Italy?”. Divertiti i ragazzi che si sono prestati al gioco, diventando loro stessi parte dello spettacolo.

Uno spettacolo per capire quanto sia importante riflettere prima di acquistare o mangiare un prodotto. Perché ha spiegato Tiziana Di Masi dal palco: “Dobbiamo sempre chiedere cosa mangiamo o compriamo. Dobbiamo affidarci alle etichette per risalire alla filiera dei prodotti. Tenere bene a mente che la tracciabilità di ciò che acquistiamo è un nostro diritto”. 

Una performance per ricordare che comprare un prodotto falso è illegale ed è anche un aiuto a chi vuole distruggere il made in Italy. Dietro ci può essere mafia e criminalità, pronte a sfruttare la forza lavoro e vendere prodotti che di made in Italy hanno ben poco. Le buone pratiche fermate dal commercio illegale e dalla criminalità.

Presentati inoltre due premi sostenuti da Confcommercio. Il premio Libero Grassi, dedicato all’imprenditore siciliano ucciso dalla mafia per non aver voluto pagare il pizzo. Un concorso, aperto a gli studenti, a cui si partecipa con una canzone, inedita, o con una sceneggiatura per spot video, che poi, qualora risultasse quella vincitrice, sarà realizzata, a spese del premio, con registi e attori professionisti. E poi il premio Giorgio Ambrosoli, dedicato all’avvocato milanese che si occupava del fallimento della banca di Sindona e che è stato ucciso da un killer. 

Ma l’organizzazione di categoria non si ferma a questo. Sono sei gli anni in cui si svolge la Giornata nazionale della legalità. Tra le iniziative sostenute da Confcommercio anche Trame, Festival dei Libri contro le mafie e il lancio di due iniziative. La prima è lo slogan, poi diventato anche manifesto, Io non ho paura di fare impresa e poi c’è anche la web series Il Titolare. Quest’utima è una legal series suddivisa in quattro episodi in cui ci sono diverse storie che raccontano un diverso fenomeno criminale e la relativa difficoltà di fare impresa.

A chiudere la mattinata gli interventi e le domande dei ragazzi. Puntuali e ragionate. Gli studenti hanno chiesto spiegazioni pratiche su come riconoscere i prodotti contraffatti e su come intervenire in caso di etichette non veritiere. Chiesti anche chiarimenti sull’acquisto online. Domande e riflessioni che hanno stimolato la creatività degli interventi. In tanti hanno preso il microfono.

Curiosi di sentire le risposte di istituzioni ed esperti che per una volta erano a due passi da loro. Impossibile sottrarsi. Anche a chi chiede: “Si parla molto di legalità, contraffazione, pizza e mafia però non si parla dello Stato che dissangua i piccoli e grandi imprenditori, di persone messe in ginocchio che arrivano anche a togliersi la vita. Attività che spostano le loro sedi all’estero per pagare meno tasse e migliaia di lavoratori che rimangono per strada. Abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile del 40%. Credete veramente che siano quelli di cui abbiamo parlato oggi i problemi dell’Italia?.”

Al termine scatta l’applauso dei ragazzi. Sotto accusa lo Stato. “Uno stato in primis che soffoca le aziende, che obbliga a chiudere le aziende”, precisano dalla platea. Dal palco risponde Anna Lupini. “E’ vero le tasse sono alte, si parla del 57% e quasi sempre le nostre aziende con il mercato di oggi non riescono a sostenere ciò. Ma il mercato illegale è un business talmente alto che toglie introiti allo Stato che poi è costretto a tassare. Siamo il limite della sopportazione”.

Il botta e risposta non si ferma. “A mio modesto parere, è la fame che porta alla mafia. Se un un ragazzo fa scelte sbagliate magari è spesso perché ha fame. Forse lo stato dovrebbe aiutare i giovani. Noi giovani pensiamo che un domani non lo abbiamo e che dovremo andare da un’altra parte. Noi non vediamo più un futuro in questo paese”.

“Siamo tutti consapevoli di ciò che stai dicendo – ha risposto Leonardo Tosti –come Confcommercio anche con questo spettacolo per cercare di cambiare le cose. Ma bisogna fare squadra e fare rete. Cominciamo da qua a fare qualcosa”. Anna Lapini risponde:”La mafia non è una risposta alla povertà. E’ solo l’inizio della fine”.  

L’invito poi del direttore di Tusciaweb Galeotti a non fermarsi a chiedere, ma fare qualcosa. “A 20 anni hai il diritto/dovere di porti la domanda: ‘cosa posso fare io per lo per la mia nazione?’ e non ‘cosa lo stato può fare per me?’.  Come diceva un grande presidente americano: Kennedy. Domandatevi cosa voi potete fare, soprattutto voi che fate una scuola creativa e che potrete fare un lavoro creativo e autonomo nel vostro futuro. Chiedetevi poi ‘cosa potete fare non solo per l’Italia ma per l’Europa?’. Ormai siamo cittadini europei e in Europa ci sono molte occasioni. I nostri giovani in Europa sono molto apprezzati”.

Una mattinata ben riuscita quella di ieri. Interessante ed efficace il format creato da Confcommercio. Bravissima l’attrice Tiziana Di Masi. E bella anche la prova dei ragazzi dell’Orioli. Attenti e reattivi. Cittadini maturi, critici e consapevoli.

Maurizia Marco – Tusciaweb

http://www.tusciaweb.eu/2019/05/la-criminalita-la-contraffazione-un-costo-le-aziende-sane/?fbclid=IwAR2YcXdt50rjmAtuaxJnmt8_5faysh8mvtCTcYfprleE_ltFgyYTYvRyWqU

 

2019-05-03T18:12:41+00:00 3 maggio 2019|Categories: News|

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