Emergenza COVID-19

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Emergenza COVID-19 2020-03-16T17:14:35+00:00

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Oggi le nostre imprese sono chiamate ad uno sforzo straordinario per fronteggiare l’emergenza.

Abbiamo creato una sezione “Emergenza Covid-19” nella quale poter richiedere attraverso la compilazione di un form, specifico supporto per imprese e lavoratori oltre che poter consultare tutti decreti ufficiali della RegioneLazio e del Governo.

DECRETI UFFICIALI

ORDINANZE UFFICIALI

NOTIZIE INERENTI L’EMERGENZA

FAQ

Sono un ristorante e ho deciso di assicurare la consegna a domicilio, come posso dimostrare che il cuoco si sta recando nel mio esercizio per lavorare? 2020-03-16T15:02:38+00:00

Il datore di lavoro può consegnare una dichiarazione scritta al dipendente, in cui si afferma che quest’ultimo è impiegato presso il proprio esercizio. In ogni caso, il lavoratore si deve essere in grado di provare le ragioni che giustificano uno spostamento, e quindi esigenze lavorative, anche mediante autodichiarazione resa su moduli in dotazione alle forze dell’ordine.

È consentito il delivery? Mi hanno riferito che in alcune località le Autorità stanno sanzionando gli esercizi che prestano questo servizio. 2020-03-16T15:01:58+00:00

Il DPCM dell’11 marzo 2020 ha espressamente confermato quanto già era stato ottenuto dalla Federazione, per cui l’attività di ristorazione con consegna a domicilioresta consentita […] nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto”; pertanto, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che dovessero decidere di esercitare (o di continuare ad esercitare) tale attività – effettuando, peraltro, un servizio davvero importante per i cittadini che sono costretti a rimanere nelle proprie abitazioni – non potranno/dovranno essere sanzionati.

È bene, inoltre, precisare che l’attività di delivery non è soggetta ad alcuna restrizione oraria.

Resta fermo che dovrà esser cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cd. piattaforma di delivery – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

— Fonte Fipe, Ufficio legislativo

Posso effettuare consegne per conto proprio o tramite corrieri? 2020-03-16T15:01:13+00:00

Sulle consegne a domicilio abbiamo sottoposto uno specifico quesito alla PCM.

Nonostante l’orientamento restrittivo sugli spostamenti (cfr. FAQ relative agli SPOSTAMENTI sul sito protezione civile), anzi proprio a maggior ragione, la riteniamo possibile fatta salva l’osservanza delle norme di sicurezza igienico-sanitarie ma occorre un chiarimento ufficiale.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Posso svolgere, purché chiusi al pubblico, lavori artigiani all’interno o manutenzione oppure inventario? 2020-03-16T15:00:52+00:00

Sull’inventario non ravvisiamo ostacoli (trattasi sempre di esigenza lavorativa), per quanto riguarda eventuali lavori, esclusi quelli urgenti (infiltrazioni, ecc.) che rientrano nello stato di necessità, sarebbe preferibile, oltre che coerente con la ratio del provvedimento, rinviarli.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Posso entrare in negozio CHIUSO per mettere in sicurezza la merce e l’attività stessa? 2020-03-16T15:00:03+00:00

poiché tale attività rientra nell’ambito dell’esigenza lavorativa/stato di necessità.

I negozi che vendono carne o solo frutta o solo pesce possano restare aperti? 2020-03-16T14:59:40+00:00

Le attività di commercio al dettaglio di carne, frutta o pesce rientrano tra le attività di “Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati“, di cui ai codici ATECO 47.2, espressamente consentite in quanto elencate nell’allegato 1 al DPCM.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

I negozi che vendono cialde per caffè possono rimanere aperti? 2020-03-16T14:59:07+00:00

L’attività di commercio al dettaglio di cialde per caffè rientra tra le attività di “Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati“, di cui ai codici ATECO 47.2, espressamente consentite in quanto elencate nell’allegato 1 al DPCM. Infatti, con il codice 47.29.20, sono censite le attività di “commercio al dettaglio di caffè torrefatto“. È opportuno, tuttavia, verificare che il codice ATECO attribuito all’attività corrisponda.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Si possono fare le consegne e i montaggi già programmati, tenendo chiuso il negozio? 2020-03-16T14:58:42+00:00

Il DPCM, all’art. 1, n. 1), sospende “le attività commerciali al dettaglio” ad eccezione di quelle che vendono generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1.

L’attività di trasporto, consegna e montaggio, se riferita ad ordini chiusi prima del 12 marzo, può  essere effettuata nel rispetto delle raccomandazioni di cui all’art. 1, n. 7), per quanto riguarda l’adozione di protocolli anti-contagio e l’impiego di strumenti di protezione individuale (guanti e mascherine).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

I mercati rionali alimentari e gli ambulanti alimentari possono rimanere aperti? 2020-03-16T14:58:16+00:00

L’art. 1, n. 1, del DPCM specifica che “sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari“. Quindi i mercati rionali possono operare, sempre garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro per i soli generi alimentari.

La FIVA ritiene, inoltre, che possano continuare a esercitare l’attività in forma itinerante coloro che vendono prodotti alimentari.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Il commercio all’ingrosso di confezionamento imballaggi alimentari (ATECO 46.69.99) può lavorare a porte chiuse? 2020-03-16T14:57:41+00:00

Le attività di commercio all’ingrosso non sono interessate dall’obbligo di sospensione disposto dal DPCM 11 marzo e, pertanto, possono continuare a operare.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Ristoranti o sale ricevimento negli hotel possono rimanere aperti o devono chiudere? 2020-03-16T14:57:21+00:00

Le FAQ pubblicate sul sito del Governo hanno chiarito che “i bar e i ristoranti all’interno degli alberghi e delle strutture ricettive possono continuare a svolgere la propria attivitàesclusivamente in favore degli ospiti di dette strutture e nel rispetto delle precauzioni di sicurezza vigenti”.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Una gioielleria può evadere gli ordini ricevuti via web sulla propria piattaforma recandosi presso il proprio esercizio per predisporre la spedizione? 2020-03-16T14:56:51+00:00

Considerato che l’Allegato 1 al DPCM 11 marzo 2020 elenca, tra le attività consentite, il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio e telefono, si ritiene che anche il commercio on-line di gioielli e preziosi possa essere effettuato, a condizione che vengano rispettate le prescrizioni in materia di sicurezza igienico sanitaria previste dall’art. 1, comma 1, n. 7 del DPCM 11 marzo 2020 tanto nella fase dell’evasione dell’ordine quanto in occasione della consegna (chiusura al pubblico dei locali, limitazione del contatto con i clienti, rispetto delle distanze di sicurezza e utilizzo di guanti e mascherine).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Un negozio di animali che vende e fa abitualmente consegne a domicilio può continuare ad evadere gli ordini, anche se sono consegne fuori città? 2020-03-16T14:56:31+00:00

Le consegne possono essere effettuate, naturalmente rispettando le prescrizioni in materia di sicurezza igienico sanitaria previste dall’art. 1, comma 1, n. 7 del DPCM 11 marzo 2020 (ad es. limitazione del contatto con i clienti, rispetto delle distanze di sicurezza e utilizzo di guanti e mascherine). Come infatti chiarito nelle FAQ pubblicate sul sito istituzionale del Governo, è consentita la prosecuzione dello svolgimento dell’attività di commercio al dettaglio in esercizi specializzati di piccoli animali da compagnia e di prodotti e alimenti per animali da compagnia. Nelle medesime FAQ (sez. agricoltura, allevamento e pescai) è inoltre chiarito che non sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi e alimenti per animali.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Pizzerie al taglio e gastronomie vengono considerate come gelaterie e pasticcerie e quindi devono rimanere chiuse? 2020-03-16T14:56:09+00:00

Le distinzioni operate dal DPCM dell’11 marzo sono basate sulle classificazioni ATECO. Le “attività dei servizi di ristorazione” che sono sospese ai sensi dell’art. 1, n. 2), del DPCM, sono quelle di cui alla classe ATECO 56 che (secondo le note esplicative alla classificazione): “forniscono pasti completi o bevande per il consumo immediato, sia in ristoranti tradizionali, self-service o da asporto, che in chioschi permanenti o temporanei con o senza posti a sedere. L’aspetto decisivo è che vengono forniti pasti per il consumo immediato, indipendentemente dal tipo di struttura che li offre. È esclusa la fornitura di pasti non preparati per il consumo immediato o che non siano prodotti per essere consumati immediatamente o di cibo preparato che non può essere considerato un pasto (cfr. divisioni 10: Industrie alimentari e 11: Industria delle bevande). È inoltre esclusa la vendita di alimenti non prodotti in proprio che non possono essere considerati un pasto o di pasti non pronti per il consumo immediato (cfr. sezione G: commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli)“.

L’attività di rosticcerie, friggitorie e pizzerie al taglio (56.10.20) che non dispongono di posti a sedere, ricade nella sottoclasse “56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile” che: “include la fornitura di servizi di ristorazione a clienti, con servizio al tavolo o self-service, sia che consumino il pasto in loco, sia che lo portino via o se lo facciano consegnare a domicilio. È inclusa la preparazione di pasti per il consumo immediato, sia in furgoni attrezzati per la ristorazione ambulante, sia presso banchi del mercato. È inclusa l’eventuale attività di intrattenimento e spettacolo”.

Questi esercizi sono quindi esercizi nei quali l’attività prevalente è la preparazione di alimenti per il consumo immediato, e il codice ATECO a loro attribuito riflette questa circostanza. È quindi evidente che rientrano tra le attività che devono essere sospese.

Poiché rientrano tra le “attività dei servizi di ristorazione”, potranno comunque effettuare la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Diversamente, un’attività di commercio al dettaglio di alimenti, identificata con codice ATECO rientrante tra quelli ammessi ai sensi dell’allegato 1 al DPCM, in assenza di pronunciamenti ufficiali in senso contrario, dovrebbe poter proseguire l’attività anche nel caso in cui disponga di un banco gastronomia, dal momento che l’attività prevalente rimarrebbe sempre quella di commercio al dettaglio.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Possono restare aperte officine, gommisti, e simili? È possibile estendere l’apertura a chi vende ricambi auto e moto? 2020-03-16T14:55:45+00:00

Nelle FAQ è espressamente affermato che “le attività di riparazione e manutenzione autoveicoli e motocicli (officine meccaniche, carrozzerie, riparazione e sostituzione pneumatici) possono continuare a svolgere la loro attività in quanto considerate essenziali alle esigenze della collettività“. Allo stesso modo sono autorizzate le attività connesse a consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione quali la vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di parti e accessori di ricambio.

Al fine di evitare il contagio, l’attività deve essere svolta con le seguenti precauzioni: limitare il contatto con i clienti e adottare le necessarie precauzioni sanitarie (rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, utilizzo di guanti e mascherine sanitarie di protezione); favorire, ove possibile, l’attività di vendita per corrispondenza e via internet di parti e accessori di ricambio.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Alcuni gestori supermercati/ipermercati, dove è prevista la vendita non solo di prodotti alimentari o di prima necessità, chiedono se sia possibile continuare a vendere tutti i prodotti presenti nello store o se sia necessario estrometterne alcuni dalla vendita (es. prodotti tessili, piccola mobilia, ecc.). 2020-03-16T14:55:26+00:00

È possibile continuare a vendere tutti i prodotti con l’unica limitazione relativa alle giornate prefestive e festive (sabato e domenica) dove si richiede di limitare l’accesso alle aree di vendita di generi alimentari, farmaci e parafarmaci (FAQ sezione Pubblici esercizi e Attività commerciali).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Alcune attività di Bar/Tabacchi che, pur avendo estromesso e chiuso l’area di somministrazione, sono state “intimate” di chiudere l’attività. Ciò appare in discrasia con quanto previsto dal DPCM. 2020-03-16T14:55:06+00:00

L’attività può essere svolta limitatamente a quella consentita cioè la vendita di tabacchi. Le FAQ (sezione Pubblici esercizi e Attività commerciali) sono chiare sul punto.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Le aziende che devono sospendere le attività possono effettuare lavori al proprio interno (es. magazzino; gestione del commercio online; recupero della merce invenduta o presente nelle celle frigorifere)? È bene dotarsi di qualche avviso da esporre all’esterno con una dicitura specifica? 2020-03-16T14:54:30+00:00

Si può recuperare la merce invenduta e/o soggetta a deterioramento perché questa attività rientra nello stato di necessità. Anche l’attività di commercio on line è consentita. Per quanto riguarda eventuali lavori, le attività edili non sono sospese ma deve trattarsi di lavori indispensabili e non prorogabili (cfr. FAQ della PCM).

L’avviso non è necessario poiché in ogni caso deve essere precluso l’accesso al pubblico.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Un panificio, può vendere al banco prodotti di gastronomia e dolci da forno? 2020-03-16T14:53:53+00:00

L’attività dei panifici è censita nell’ambito della classificazione ATECO al codice “10.71.10 Produzione di prodotti di panetteria freschi” (laboratori), che include anche l’attività di un “eventuale negozio annesso per la vendita anche al dettaglio” e al codice “47.24.10 Commercio al dettaglio di pane” (attività commerciali) che include “la vendita diretta al pubblico effettuata dai laboratori di panificazione in una sede diversa da quella della produzione”.

Entrambe le tipologie di attività sono escluse dall’obbligo di sospensione previsto dal DPCM11 marzo e riteniamo quindi che possano continuare a operare come di consueto (cfr. domanda sulla vendita di prodotti di gastronomia).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Avendo l’azienda due codici ATECO tra quelli elencati anche se non primari, ma comunque importanti, si può tenere aperta l’attività? 2020-03-16T15:06:55+00:00

Le attività identificate con i codici ATECO previsti per le attività di cui all’allegato 1 al DPCMnon sono sospese. A queste, a seguito dei chiarimenti forniti con le FAQ del Governo, si aggiungono le erboristerie, che sono considerate assimilabili alle attività di “commercio di prodotti per l’igiene personale ovvero di generi alimentari”, e le attività di vendita di parti e accessori di ricambio per la riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli.

Le disposizioni non distinguono tra codici primari e secondari e bisogna quindi ritenere che facciano riferimento al solo codice primario. Tuttavia, in mancanza di indicazioni ufficiali sul punto, sembra di poter ritenere, in analogia a quanto stabilito per i bar che siano anche rivendite di tabacchi, che possano proseguire le attività identificate dai codici elencati nell’allegato 1, sospendendo, invece, l’attività principale che abbia codice differente. Per una valutazione più precisa, sarebbe comunque opportuno conoscere i codici delle attività in questione.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

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